Fiori e calcio: un city break “alternativo” ad Amsterdam (Olanda)

Viaggiare è una delle attività umane più soggettive. Il buon esito di un viaggio e il ricordo positivo di un luogo dipende da molti fattori discrezionali: tra questi, l’età del viaggiatore/viaggiatrice, le sue condizioni economiche, lo scopo e le aspettative della visita, la predisposizione d’animo e non ultima la compagnia. Come in un’operazione matematica, modificando ciascuna di queste variabili, a parità di luoghi visitati si avranno impressioni e giudizi differenti sull’esperienza di viaggio.

Ho potuto sperimentare di persona questo concetto, visitando diverse volte Amsterdam.

I amsterdam

I amsterdam

La prima volta è stata un mezzo trauma: ero davvero un ragazzino quando, con il mio amico storico Maurizio, ho raggiunto la capitale olandese in treno con il primo biglietto interrail e uno scomodo nonché pesantissimo zaino in spalla. Stanco, inesperto, affamato, la città mi ha masticato per bene, con l’estenuante assalto di pusher e stagionate signorine di strada, prima di letteralmente sputarmi lontano. Successivamente sono tornato con i miei genitori e famigliari: in perfetto stile adolescenziale ero più interessato a visitare negozi di dischi e sportivi piuttosto che musei, ma con la pancia piena e una comoda camera d’albergo dove dormire, Amsterdam non era più così orrenda come la prima volta. La terza visita la ricordo come una tra le più divertenti: eravamo un gruppetto di amici del liceo, uniti e rodati da tanti viaggi interrail per tutta Europa, esperti e per nulla intimoriti dal sottobosco microcriminale del posto… dopo aver dormito per terra nelle stazioni ferroviarie di posticini come Bucarest, Sofia, Lipsia o Varsavia, girare per Amsterdam è stata una divertente passeggiata e non scorderò mai le risate, la complicità e l’affiatamento con gli amici di quel periodo. Anni dopo, di ritorno da uno stupendo viaggio in Islanda, ho trascorso una decina di ore ad Amsterdam con moglie e due bimbe piccolissime: era un banale stopover, ma sono bastati una bella giornata assolata di fine maggio e uno spuntino all’aperto in un baretto a bordo canale per farmi del tutto ricredere su quel giudizio negativo frettolosamente affibbiato ad Amsterdam ormai un paio di decadi prima.

Canali, ponti e biciclette

Canali, ponti e biciclette

Ed eccoci all’ultima, recente visita in terra d’Olanda: qualche giorno di ferie da smaltire, il Milan impegnato in Champions League, voli Easyjet a buon mercato, uno stadio tra i più moderni e affascinanti d’Europa: colgo l’occasione al volo e parto per Amsterdam, in una delle variabili di viaggio con cui amo muovermi… cioè solo con me stesso. È magnifico viaggiare con la propria partner, è divertente farlo con qualche amico, è gratificante condividere le esperienze con i propri figli; ma una volta ogni tanto trovo sia speciale partire da solo, con i propri pensieri come unica compagnia.

È così, in questo modo un po’ inusuale, che raggiungo Amsterdam in una mite mattina di Ottobre, con un volo Easyjet da Milano Malpensa. L’aeroporto di Schipol (http://www.schiphol.nl) è moderno e facile da fruire, dispone di una stazione ferroviaria praticamente interna e ogni 15 minuti circa passa un treno che in meno di mezz’ora raggiunge il centro città. Il biglietto lo si può acquistare alle macchinette automatiche pagando con carta di credito. La rete dei trasporti pubblici è capillare e comprende autobus, tram e metropolitana. Per muoversi consiglio di acquistare una travelcard (ne esistono di vari formati, da 24, 48 72 ore), che occorre accostare a degli appositi dispositivi sia entrando che uscendo dalle stazioni metropolitane, sia salendo e scendendo da bus o tram (http://en.gvb.nl/reisinformatie/welke-kaart/Pages/default.aspx)

Riflessi sui canali

Riflessi sui canali

Per l’alloggio, suggerisco il Radisson Blu (http://www.radissonblu.com/hotel-amsterdam): è un albergo moderno, ma con carattere ed è situato in un’ottima posizione centrale, a 5 minuti a piedi dalla stazione della metropolitana di Nieuwmarkt, a 5 minuti a piedi dalle vie pedonali Nieuwedijk-Kalverstraat e dai tram di Rokin e a 15/20 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria centrale. La zona di Nieuwmarkt tra l’altro è molto gradevole e tranquilla, un angolo della città apprezzato anche dai locali in quanto ricco di localini e ristoranti, ma fuori dalla bolgia dei turisti che pascolano tra le vetrine del Red Light District e i coffeeshop intorno a piazza Dam.

Radisson Blu Amsterdam Hotel

Radisson Blu Amsterdam Hotel

Recupero in hotel il biglietto per la partita (che Viagogo mi consegna con UPS direttamente alla lobby) e mi tuffo in questa realtà urbana davvero unica al mondo: ad Amsterdam si trovano le prostitute in vetrina, i coffeshop ed il loro campionario di sostanze, i musei del sesso ed i nightclub, un sottobosco di umanità fatto di clienti, turisti, pusher, protettori, procacciatori, “fattoni”… ma è anche la città dove ogni singola strada dispone di una corsia ciclabile, dove la rete di canali e l’estetica dei palazzi crea scorci di una bellezza rara, dove la società si fonda sulla multietnicità e sul multiculturalismo, dove si concentrano scuole, università, centri di ricerca e musei all’avanguardia, creando il terreno ideale per lo sviluppo di eventi culturali, dell’arte e della creatività in generale.

La prima tappa del mio giro è al mercatino delle pulci di Waterlooplein: un’infinita sequenza di bancarelle traboccanti di oggetti, vestiti, scarpe, magliette, collane, cd, dvd, dischi, nuovi e di seconda mano (http://www.waterloopleinmarkt.nl/). Trovo facilmente qualche maglietta originale e spiritosa da regalare alle bimbe al ritorno a casa e pure un bel paio di Dr Martens blu allo stand Jesshoes (www.facebook.com/jesshoes.boots) per una donna unica… oltre che paziente e comprensiva.

Jesshoes al flea market di Waterloo

Jesshoes al flea market di Waterloo

Passeggiando tra bancarelle e canali mi imbatto in un ristorante con veranda all’aperto e bella vista sulle vie d’acqua circostanti: Amstel Hoeck (http://www.amstelhoeck.nl/) serve svariate birre e gustosi piatti a tutte le ore, il mio sguardo viene attirato dalla scritta “specialità cozze” ed il gioco è fatto… mi godo un pentolone di magnifici mitili e un paio di boccali di birra Amstel al tiepido sole di questo tardo pomeriggio autunnale e… la vita mi sorride !

Sono almeno un kg di cozze !

Sono almeno un kg di cozze !

Per raggiungere lo stadio occorre prendere la metropolitana in direzione sud fino alla fermata “Bijlmer ArenA”: decido di salire al capolinea della Central Station e per raggiungerlo percorro le due strade pedonali che attraversano il centro città, prima Kalverstraat fino a piazza Dam e poi Nieuwedijk fino alla stazione. Queste sono le vie dello shopping classico, con tutte le marche internazionali e svariati negozietti che vendono spiritose magliette-souvenir. Per gli appassionati di calcio, in quest’area suggerisco una sosta da Copa Football Store (http://www.copafootball.com/), nei pressi della stazione centrale: una mecca dell’abbigliamento sportivo.

Una capitale "green"

Una capitale “green”

In una ventina di minuti circa (una decina di fermate di metropolitana) raggiungo lo stadio dell’Ajax, la celebre Amsterdam ArenA: la zona dove sorge è periferica, ma ben collegata tramite vari svincoli stradali e soprattutto la metropolitana che sfreccia proprio a fianco dell’impianto. L’area è concepita per essere utilizzata sette giorni su sette, non solo in occasione degli eventi allo stadio, quindi dispone di numerosi bar, ristoranti, negozi, centro commerciale, cinema, spazi all’aperto, museo e fan-shop dell’Ajax, chioschi di bevande, merchandising, cibarie e, non ultima…. una serie di gabinetti pubblici mobili.

Amsterdam ArenA

Amsterdam ArenA

I tifosi olandesi interpretano la partita in modo piuttosto festoso: complice la perfetta accessibilità all’impianto, trascorrono quasi tutto il pre-partita nei locali intorno all’ArenA e solo negli ultimi 10/15 minuti prima del fischio d’inizio avviene l’afflusso più consistente di spettatori.

Ajax - Milan

Ajax – Milan

La partita Ajax-Milan è sold-out ed il colpo d’occhio delle tribune piene è notevole: gli olandesi cantano a gran voce sulle note sparate ad alto volume dagli amplificatori e sventolano all’unisono delle specie di bandierine in plastica che l’Ajax ha fatto trovare su ciascun seggiolino dello stadio.

All'interno dell'Amsterdam ArenA

All’interno dell’Amsterdam ArenA

Insomma, il clima è vivace, si percepisce l’orgoglio dei tifosi locali ed il senso di appartenenza alla loro squadra e città; il biglietto acquistato via internet corrisponde ad una magnifica posizione a pochi metri dal campo e durante il riscaldamento posso udire i ragazzi del Milan, nonostante il frastuono, che si chiamano e si incitano a vicenda. Non nascondo la mia fede rossonera, pur rispettoso dei 47mila tifosi olandesi che mi circondano, ma i locali si mantengono sempre civili e non colgo nessun atteggiamento ostile.

Riscaldamento del Milan

Riscaldamento del Milan

Pian piano il Milan prende possesso del gioco e, dopo aver subìto un goal al 90° minuto, riesce a pareggiare su rigore all’ultimissimo istante del match: vedere Mario Balotelli appoggiare il pallone in fondo alla rete di piatto destro e zittire quasi 50mila tifosi dell’Ajax è un’emozione davvero senza prezzo !!

Festeggio al chiosco delle ciambelle con un paio di donuts al cioccolato e non mi par vero di raggiungere l’albergo dopo solo una mezz’oretta dall’uscita dai cancelli dell’ArenA.

Ajax - Milan: 1-1

Ajax – Milan: 1-1

La mattina successiva è dedicata alla cultura: devo porre rimedio alla… chiamiamola… “leggerezza” adolescenziale che mi ha tenuto lontano dai musei nelle mie precedenti visite alla capitale olandese; decido di farlo con una visita al museo di Vincent Van Gogh, i cui tratti inconfondibili non lasciano indifferenti neppure un profano dell’arte come il vostro qui presente scribacchino.

Vincent Van Gogh: autoritratto in nero

Vincent Van Gogh: autoritratto in nero

La mite e limpida mattinata mi incoraggia a consumare una colazione all’aperto presso un chiosco del quartiere dei musei (Museumplein, facilmente raggiungibile in tram) a base di waffle alla Nutella e spremuta di arance. Il museo (http://www.vangoghmuseum.nl) è magnifico, moderno, ben fruibile, posto su vari livelli; i quadri, non solo di Vincent, ma anche di altri artisti suoi contemporanei (tra cui Monet e Gauguin), piacciono pure a chi non è un fan sfegatato della pittura, grazie all’uso di linee, colori ed effetti oggettivamente gradevoli all’occhio (più o meno esperto).

Vincent Van Gogh: autoritratto con cappellino

Vincent Van Gogh: autoritratto con cappellino

L’ultima tappa di questa breve trasferta ad Amsterdam la dedico ad un altro mercatino, stavolta per dare un’occhiata ad una merce di cui gli olandesi sono tradizionalmente produttori molto esperti: i fiori.

Bloemenmarkt

Bloemenmarkt

Forse fa sorridere che uno accosti nel medesimo viaggio l’intensità di una partita di calcio con la delicatezza di un mercato dei fiori, ma nella mia testa non sono poi elementi così stridenti.. anzi, sul mio braccio sinistro c’è tatuato il diavolo del Milan e poco più in là tre rose blu, quindi nessuna… incoerenza ! Bloemenmarkt si trova lungo il canale Singel tra Koningsplein e Muntplein ed ha la particolarità di essere in parte collocato su negozi galleggianti. Una fila di tipiche case strette e slanciate in stile olandese fa da sfondo a questa coloratissima distesa di tulipani, narcisi, orchidee, rose, bulbi, semi e altre decine di fiori di ogni foggia e dimensione.

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Grow your cannabis at home

Heineken beer

Heineken beer

Non mancano kit per la coltivazione casalinga di cannabis, ma non mi sono informato presso l’enorme cane poliziotto che mi usma dai piedi all’ombelico in aeroporto se è consentito esportarli in Italia. Con questo dubbio amletico salgo la scaletta del volo Easyjet che mi riporta a casa e per andare sul sicuro ordino subito una lattina di legalissima birra Heineken, la bevanda olandese più diffusa al mondo.

Zitti tutti, segna Mario !

Zitti tutti, segna Mario !

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girovago e scribacchino
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