Baltic sisters, positively surprising !

Aeroporto di Tallin. Attesa del volo di rientro in Italia. Ogni gate di imbarco è graficamente decorato in modo differente ed il nostro ha in bella evidenza lo slogan dell’ente turistico locale: “Estonia, positively surprising”. Questa frase – seppure un po’ legnosa da pronunciare – riassume bene l’esperienza di viaggio non solo in Estonia, ma in tutte e tre le Repubbliche Baltiche: una sorpresa positiva, ben oltre le aspettative. Questo angolo di Europa, faticosamente liberatosi solo negli anni Novanta dall’oppressione sovietica, non è infatti molto conosciuto a livello turistico, ma negli ultimi tempi ha saputo valorizzare le proprie bellezze e la propria identità culturale. Lituania, Lettonia ed Estonia svelano ciascuna i propri tratti nazionali salienti, ma senza rinnegare gli aspetti che le accomunano e che le hanno rese “le tre sorelle baltiche”.

Le sorelle baltiche

Le sorelle baltiche (vikingandre.com)

Una caratteristica comune delle capitali Vilnius, Riga e Tallin è la presenza di un centro storico ben definito, derivante soprattutto dalle fortificazioni edificate nel corso dei secoli e che tuttora ne delimitano il cuore urbano: le dimensioni non eccessive di questi nuclei storici consentono una delle attività che più amiamo in viaggio, il girovagare a piedi senza meta, il godersi luoghi e scorci semplicemente trovandoseli davanti.

Katariina käik, Tallin (vikingandre.com)

Katariina käik, Tallin (vikingandre.com)

#VILNIUS, #LITUANIA

L’aeroporto di Vilnius è piccolo e semi-deserto, sembra una stazione dei treni: la più meridionale delle Repubbliche Baltiche, la Lituania, ci accoglie in modo quasi familiare in una tiepida mattinata di agosto; il pulmino numero 88 parte dalla banchina situata nel piazzale di Oro Uostas e, raccogliendo massaie e studenti ad ogni fermata, percorre le strade di periferia fino al centro città, seguendo il perimetro del nucleo urbano: il biglietto costa 1€ per gli adulti e 0,5€ per i bambini ed in circa mezz’ora di tragitto ci deposita presso l’iconica cattedrale cittadina. L’alternativa è prendere il treno che dalla stazione dell’aeroporto conduce alla stazione ferroviaria in poco meno di 10 minuti di percorso: la frequenza è di circa un convoglio all’ora ed il biglietto costa 0,72€. La Lituania è entrata nell’area euro il 1° gennaio 2015 ed il costo della vita beneficia ancora dei prezzi indicati in euro e nel vecchio litas.

Vilnius dalla collina Gediminas (vikingandre.com)

Vilnius dalla collina Gediminas (vikingandre.com)

Una volta inquadrati su una mappa i confini del centro, l’esplorazione a piedi di Vilnius si svolge con serena casualità da un luogo all’altro: è infatti impossibile perdersi qualche attrazione di questa gradevolissima ed affascinante città, ricca di angoli suggestivi, stradine lastricate di ciottoli, giardini e tante, tantissime chiese. Partendo dalla porta meridionale Dawn Gate che conserva un’effigie dorata della Madonna, risaliamo la via principale Pilies Gatve zigzagando tra edifici religiosi cattolici e ortodossi, palazzi in stile barocco, laboratori artigianali, una bella università ed il quartiere ebraico oggi stracolmo di locali, ristoranti all’aperto e negozi di prodotti in ambra.

Le stradine di Vilnius by night (vikingandre.com)

Le stradine di Vilnius by night (vikingandre.com)

L’immagine più simbolica della città è forse la grande piazza della Cattedrale, con la bianca chiesa in stile classico e la torre del campanile alta quasi 60 metri, ma è assolutamente da non perdere la vista panoramica della capitale lituana al tramonto dall’alto della collina di Gediminas. Per una sosta rilassante, i giardini Bernardinu Sodas sono l’ideale, grazie a prati ben tenuti, fontane, laghetti, giochi. Dall’uscita meridionale del parco si può poi procedere lungo il fiume Vilnia fino alla chiesa di Sant’Anna in mattoni rossi e subito dopo esplorare la cosiddetta Repubblica di Užupis, un quartiere autoproclamatosi stato indipendente e animato da artisti, artigiani ed hippie sognatori; qui si trovano vari caffè, ristoranti e una pizzeria. Infine, agli appassionati di Storia (soprattutto quella più recente) consigliamo la visita del Museo delle Vittime del Genocidio (http://www.genocid.lt/muziejus/en/) in Gediminino Prospektas, dove testimonianze fotografiche e reperti ripercorrono anche in modo crudo gli anni drammatici dell’occupazione nazista e sovietica in Lituania.

Campanile della Cattedrale di Vilnius (vikingandre.com)

Campanile della Cattedrale di Vilnius (vikingandre.com)

La cucina baltica è piuttosto essenziale ed energetica, sempre innaffiata da un’eccellente birra locale. Uno degli snack più frequenti è un piatto di pezzetti di pane pesantemente fritti, strofinati con l’aglio e serviti sommersi da una montagna di formaggio grattato e con una ciotolina di panna acida in cui intingerli… nella Repubblica di Užupis si possono gustare piatti come questo presso il ristorante Sole Respublika (http://www.solerespublika.lt/) con vista sulla statua dell’angelo appunto di Užupis oppure sorseggiare un caffè con vista fiume al bar Užupio kavinė (http://uzupiokavine.lt/).

Birretta ai piedi dell’angelo di Užupis (vikingandre.com)

Birretta ai piedi dell’angelo di Užupis (vikingandre.com)

L’offerta alberghiera di Vilnius è ampia e variegata. In una caratteristica stradina acciottolata, ubicato in pieno centro storico tra la Cattedrale e la chiesa di Sant’Anna, sorge il Shakespeare Boutique Hotel (http://www.shakespeare.lt/); travi in legno a vista, camere tutte diverse con ciascuna il nome di uno scrittore classico, sala pranzo con divani e poltrone ricoperti da grossi cuscini, servizio impeccabile e cortese, deliziosa cucina à la carte sempre aperta: nel contesto dei prezzi lituani non è economicissimo, ma posizione e atmosfera valgono sicuramente la spesa.

Shakespeare Boutique Hotel Vilnius: (vikingandre.com)

Shakespeare Boutique Hotel Vilnius: (vikingandre.com)

#RIGA, #LETTONIA

Per muoversi all’interno delle Repubbliche Baltiche, il mezzo più comodo è il bus dato che le linee ferroviarie non sono capillari ed i tempi di percorrenza sono piuttosto lunghi su mezzi non molto confortevoli. La stazione dei bus di Vilnius si raggiunge in circa 10 minuti a piedi dalla porta dell’Aurora e la compagnia Lux Express (http://www.luxexpress.eu/en) collega comodamente in circa 4 ore la capitale lituana a quella lettone. I mezzi sono moderni e confortevoli, dispongono di toilette e ogni sedile è dotato di un piccolo schermo come quello sugli aerei con film, giochi ed intrattenimenti vari. In fondo ad alcuni pullman della Lux Express esiste una “lounge” che consente per pochi euro in più di viaggiare in un sedile singolo con spazio extra per le gambe, bottiglietta d’acqua e snack inclusi. La stazione dei bus di Riga è ubicata a ridosso del centro storico, a 10/15 minuti a piedi dalla piazza del Comune.

Bus -anche se sembra un aereo- tra Vilnius e Riga (vikingandre.com)

Bus -anche se sembra un aereo- tra Vilnius e Riga (vikingandre.com)

Tra le 3 capitali baltiche, Riga è quella che presenta ancora vaghe tracce dell’occupazione sovietica, soprattutto nell’aspetto grigio e squadrato di alcuni edifici della sua periferia, nel tetro cemento scuro del centralissimo Museo dell’Occupazione e nell’aria un filo trasandata della stazione e del vicino mercato Rīgas Centrāltirgus. Ma si tratta solo di tracce, perché per il resto l’atmosfera che vi si respira e l’estetica degli edifici centrali sono lontanissimi dallo squallore urbano di epoca sovietica: il cuore storico di Riga, delimitato dal fiume Daugava e dal suo canale Pilsētas kanāls immerso nel verde del parco cittadino, è in grandissima parte pedonalizzato e si presenta come un vivace susseguirsi di piazze acciottolate, tortuose viuzze, chiese cattoliche, ortodosse, luterane, palazzi in stile art nouveau e vecchie case dei mercanti di impronta anseatica.

Nei pressi della chiesa di San Pietro a Riga (vikingandre.com)

Nei pressi della chiesa di San Pietro a Riga (vikingandre.com)

Qui è veramente imperativo riporre mappe e smartphone e concedersi di perdersi tra gli innumerevoli scorci e angoli pittoreschi che contraddistinguono la capitale lettone. Ci imbattiamo facilmente nella piazza Rātslaukums con l’iconica Casa delle Teste Nere ed il Municipio, nella imponente chiesa di San Pietro, nella piazza del Duomo, nel Castello di Riga e nella vivace piazza Livu con la famosa statua del gatto nero divenuta simbolo della città. Dopo una foto agli affascinanti edifici detti “Tre Fratelli” e alla Torre delle Polveri, ci concediamo un po’ relax nel curatissimo parco cittadino dove si può noleggiare una barca a remi in legno o sorseggiare una birra in uno dei chioschetti nascosti tra gli alberi mentre le bambine si rincorrono nei prati. Poco distante troviamo Alberta Iela, la via dei palazzi in stile art nouveau, l’Opera House con la sua piazza stracolma di fiori colorati ed il monumento alla libertà dove nella luce del lungo tramonto estivo brillano le tre stelle che simbolizzano la libertà delle sorelle baltiche. La vicinanza di Riga al mare comporta in certi momenti l’ingombrante presenza di truppe di crocieristi in marcia serrata tra le attrazioni locali prima che il proprio condominio galleggiante salpi le àncore; un luogo dove solitamente questi turisti con l’adesivo della nave appiccicato alla maglietta non arrivano è il mercato centrale Rīgas Centrāltirgus: qui, nei grandi hangar un tempo utilizzati per costruire dirigibili, si incontra la gente del posto intenta ad acquistare fragole, mirtilli, cetrioli, anguille affumicate e barattoli di caviale. Molte vecchiette con il foulard allestiscono piccoli banchi di fiori o di prodotti del proprio orto di casa, conferendo al luogo un’aria rustica e verace.

Fontana nel canale di Riga (vikingandre.com)

Fontana nel canale di Riga (vikingandre.com)

A proposito di cibo, nutrirsi a Riga è semplicissimo: il centro brulica di locali, bar, pub, ristoranti che nella stagione estiva dilagano in ogni piazzetta e via all’aperto. C’è l’imbarazzo della scelta, anche perché nonostante la massiccia presenza turistica tutti i locali che proviamo sembra preparino i piatti al momento e la qualità è sempre eccellente.

Selezione di birre lettoni gustate all'aperto in una sera d'estate a Riga.... mmmmh ! (vikingandre.com)

Selezione di birre lettoni gustate all’aperto in una sera d’estate a Riga…. mmmmh ! (vikingandre.com)

Imbattibile è il pentolone di 1 kg di cozze alla crema di zafferano che ci concediamo da Egle (http://spogulegle.lv/), nella via Kalku alle spalle del Duomo.

Cozze del Baltico (vikingandre.com)

Cozze del Baltico (vikingandre.com)

L’offerta alberghiera è anche qui ampia e va da famose catene internazionali come i Radisson ad hotel indipendenti più semplici ed economici. Optiamo per il St. Peter’s Boutique Hotel (http://www.stpetershotel.lv/) che ci consente di stare in un’unica camera in 2 adulti e 3 bambine: gli ambienti in legno e roccia a vista stuccata, la sala colazione (un po’ piccola) nel sotterraneo con volte in mattoni ed il caminetto rustico nei pressi della reception conferiscono a questo albergo il carattere ed il fascino che ci piacciono. La posizione a pochi passi dalla chiesa di San Pietro è comodissima per esplorare la città, la nostra camera all’ultimo piano minimizza il rumore di alcuni locali presenti nella stessa strada.

St. Peter’s Boutique Hotel di Riga (vikingandre.com)

St. Peter’s Boutique Hotel di Riga (vikingandre.com)

#TALLIN, #ESTONIA

In 4 ore abbondanti il bus della Lux Express ci porta a Tallin, la capitale dell’ Estonia: l’autostazione si trova ad un paio di km dall’albergo, in zona abbastanza periferica, perciò il taxi è la soluzione più comoda (ci costa 4,5€ sebbene non sia chiaro se stringerci in 6 su un’auto station wagon fosse concesso oppure fosse uno strappo alla regola). Il traffico intorno al centro cittadino è scarso, percorriamo ampi viali a 2/3 corsie e scorgiamo alcuni grandi centri commerciali più tipici del moderno Nord Europa che della vecchia cortina di ferro.

Tallin dalla collina Toompea (vikingandre.com)

Tallin dalla collina Toompea (vikingandre.com)

La fetta superiore del sandwich baltico ha infatti un sapore decisamente scandinavo e Tallin, per pulizia, efficienza, tecnologia e fiuto commerciale assomiglia ad una capitale nordica. In più la lingua che vi si parla, di ceppo ugro-finnico, richiama nei suoni e nella scrittura il finlandese. Il cuore della città è delimitato da mura ben conservate e questo aspetto architettonico ne favorisce l’impronta “medievale”, sapientemente valorizzata in chiave turistica; ballatoi in legno, torri a punta con il tetto in tegole rosse, castello, antichi palazzi di origine mercantile con trave e fune sulla facciata, chiese imponenti dai più disparati stili architettonici ed una magnifica piazza centrale dominata dal palazzo del municipio: tutto contribuisce a creare un’atmosfera da vecchio comune anseatico. Molti alberghi e ristoranti ripropongono gli ambienti soffusi ed un po’ rustici (caminetto, candele e mattoni a vista) del passato, addirittura riproponendo menu di pietanze e bevande elaborati seguendo antiche ricette tradizionali, talvolta rasentando il kitsch con camerieri in costume e danze semi-improvvisate. L’infinità di negozietti di souvenir denota una massiccia presenza turistica, alimentata anche qui da sciami di crocieristi fuoriusciti da giganteschi alveari galleggianti ancorati nel vicino porto. Per fortuna il fascino di Tallin non ne esce scalfito, anzi: durante il giorno vi si respira una vivace aria vacanziera che scivola nella romantica tranquillità della sera, quando le stradine acciottolate si svuotano, o nella nebbiolina del mattino presto, quando cominciano ad animarsi.

Vecchie case dei mercanti a Tallin (vikingandre.com)

Vecchie case dei mercanti a Tallin (vikingandre.com)

La visita del nucleo storico di Tallin si effettua tutta a piedi ed orientarsi è facile: basta zigzagare a caso nelle sue stradine e cambiare direzione quando si incontrano i bastioni. Partiamo da sud, dalla Piazza della Libertà: Vabaduse Väljak, con il suo monumento in piastrelle di vetro dedicato ai caduti nella guerra di indipendenza estone e con l’opposta Chiesa di San Giovanni, è il ritrovo degli appassionati di skateboard che si sfidano in acrobazie tra gradini e muretti. Risaliamo la collina Toompea, il nucleo più antico del cuore storico della città ed incontriamo un bel museo, adatto anche ai più piccoli: Kiek in de Kök (http://linnamuuseum.ee/kok/en/) consiste in una torre delle antiche fortificazioni cittadine trasformata in virtuale viaggio nella storia di Tallin con testimonianze audiovideo, reperti e dispositivi multimediali. Dalla cima della torre si gode di una bella vista sui tetti dei palazzi sottostanti e da qui deriva il nome Kiek in de Kök, cioè “sbirciata nelle cucine”… delle altre case ! La seconda parte del museo conduce nei tunnel sotterranei scavati nei bastioni della città e anche qui il tema conduttore è la storia di Tallin attraverso l’uso, nel corso dei secoli, di questi passaggi segreti: da rifugio durante i bombardamenti bellici a ritrovo dei giovani punk inneggianti alla perestrojka. Da non perdere ! Proseguiamo con la visita alla Cattedrale ortodossa di Aleksandr Nevskij e dopo qualche scatto fotografico dalla vicina terrazza panoramica sul profilo della città, scendiamo dalla collina per una sosta relax nei giardini adiacenti alla più lunga e pittoresca sequenza di torri e mura della città. La passeggiata ci conduce al cuore pulsante di Tallin, la piazza del Municipio, un luogo davvero suggestivo soprattutto di sera quando è tutta illuminata: ampia, vivace, strapiena di umanità, animata da artisti di strada, ricca di locali e ristoranti di ogni genere.

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Il Municipio di Tallin, nella piazza principale della città (vikingandre.com)

Quando lo stomaco comincia a brontolare, non passano molti secondi prima che a Tallin ci si imbatta in qualche trattoria, ristorante o birreria: ce n’è ovunque, per tutti i gusti e tutte le tasche. In un pittoresco angolino stretto tra le fortificazioni e la chiesa di S. Olaf, troviamo il ristorante U Natashi (link) che serve su tavolini all’aperto gustosi piatti della cucina russa: tra questi, ottimi gnocchi degli Urali fatti a mano. Immancabile è la visita ad uno dei locali che propongono piatti tratti da ricette medievali: Olde Hansa (http://www.oldehansa.ee/en/) è il più grande e famoso, ma meritano anche Peppersack (http://www.peppersack.ee/) ed il pub Draakon (http://www.kolmasdraakon.ee/), quest’ultimo situato proprio sotto i portici del Municipio. Per un ambiente più raccolto, tutto candele e travi in legno a vista, consigliamo il ristorante Munga Kelder (http://www.mungakelder.ee/), la cantina dei fraticelli, nei pressi della suggestiva viuzza Katariina käik.

Il ristorante Munga Kelder di Tallin (vikingandre.com)

Il ristorante Munga Kelder di Tallin (vikingandre.com)

Per dormire 3 notti a Tallin in 5 persone senza liquefare la carta di credito, conviene cercare una sistemazione alberghiera fuori dal nucleo storico: l’Hotel Santa Barbara (http://www.stbarbara.ee/) è una soluzione semplice, pulita, economica, con camere a 4/5 letti e soprattutto una posizione comodissima a ridosso del centro storico. La colazione a buffet è servita nella sala sotterranea, con camino e volte in mattoni, del ristorante Baieri Kelder (http://www.baierikelder.ee/), una birreria in stile bavarese il cui stinco di maiale al forno consigliamo vivamente: si scioglie letteralmente in bocca.

Gli abitanti di Helsinki amano prendere il sole seduti sui gradini del loro duomo (vikingandre.com)

Gli abitanti di Helsinki amano prendere il sole seduti sui gradini del loro duomo (vikingandre.com)

Frequenti navi giornaliere (Tallink Silja Line, Viking Line, Eckerö Line) collegano il porto di Tallin a quello di Helsinki: la maggior parte attraversa il golfo di Finlandia in un paio d’ore abbondanti, consentendo un’escursione giornaliera nella capitale finlandese.

Il mercato di Helsinki: questi ce li possiamo ancora permettere.... (vikingandre.com)

Il mercato di Helsinki: questi ce li possiamo ancora permettere…. (vikingandre.com)

Suggeriamo di portarsi i viveri dall’Estonia, i prezzi finlandesi – seppur espressi in euro come in tutti e 3 i vicini baltici – sono a dir poco inarrivabili. Una pinta di birra alla spina arriva a costare 8/9 euro ! Sopravviviamo con un po’ di street food lappone consumato al mercato e un cestino di mustikka (mirtilli) e lamponi artici.

Tramonto sul Baltico, tra Helsinki e Tallin (vikingandre.com)

Tramonto sul Baltico, tra Helsinki e Tallin (vikingandre.com)

Di nuovo Tallin. E’ arrivato il taxi per l’aeroporto: stavolta è un pulmino, ci stiamo ben comodi in 5 e i nostri zaini rotolano nell’ampio bagagliaio. In 10 minuti giungiamo al terminal, le strade qui sono sempre libere e semi-deserto è pure lo scalo più importante dell’Estonia. Sullo monitor touch-screen scorgiamo ben 3 voli in partenza stasera. Dopo i controlli ai raggi X e ai metal detector c’è un dispositivo con tre pulsanti a forma di faccine, una sorridente, una indifferente e una triste: premendo si dà un giudizio dell’esperienza appena trascorsa ai controlli aeroportuali. Sorridiamo insieme alla faccina sorridente e premendola diamo tutti un giudizio positivo, come se fosse la valutazione dell’intero viaggio….

….positively surprising !

Bye bye Baltic sisters ! (vikingandre.com)

Bye bye Baltic sisters ! (vikingandre.com)

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