Anime di ferro: il ritorno degli Iron Maiden

Si viene sempre colti da una certa agitazione alla vigilia dell’uscita di un nuovo album del proprio gruppo musicale preferito. Un misto di eccitazione e preoccupazione: sarà all’altezza dei precedenti oppure macchierà una carriera fino a quel momento brillante? Se poi l’album in uscita è quello degli Iron Maiden, quella nervosa aspettativa raggiunge livelli quasi patologici tra i fans della “vergine di ferro”.

Iron Maiden 2015 (web)

Iron Maiden 2015 (web)

Formatisi a East London ben 40 anni fa, i Maiden hanno attraversato tutte le epoche dell’heavy metal diventandone, dopo 15 dischi in studio, gli indiscussi capostipiti. L’età non proprio giovanissima dei 6 membri, la battaglia – poi vinta – contro un tumore del frontman Bruce, l’attesa di un lungo lustro dal precedente disco hanno alimentato i dubbi sullo stato di salute della “vergine di ferro” e sulla qualità del nuovo album.

E’ bastato un solo ascolto di The Book of Souls per spazzare in un attimo qualsiasi incertezza: gli Iron Maiden sono tornati e sono in forma strepitosa ! “Il libro delle anime” è un capolavoro assoluto di 92 minuti di heavy metal, in cui tradizione e modernità si fondono dando vita a sonorità sempre varie e mai noiose. 92 minuti di musica significano un doppio album di 11 canzoni, ciascuna delle quali di durata decisamente superiore alla media: ma sono talmente tanti i cambi di tempo, le variazioni melodiche e di ritmo, gli assoli che non esiste 1 minuto di questi  92 in cui ci si annoia o si perda interesse.

The Book of Souls (web)

The Book of Souls (web)

Tradizione e modernità: l’album è stato registrato nello stesso studio di Parigi dove nel 2000 è venuto alla luce l’ottimo Brave New World, ma con un approccio molto “live”, spontaneo, in cui quasi tutti i membri hanno contribuito alla stesura “sul posto” dei pezzi. E’ inutile provare a descrivere ogni singolo brano, bisogna solo ascoltarli e farsi catturare dalle melodie intrecciate delle 3 chitarre di Dave, Adrian e Janick, dalle galoppate col basso di Steve, dagli infiniti cambi di tempo del drummer Nicko e dall’inconfondibile voce “air raid siren” di Bruce.

Se qualche nostalgico “old school” decidesse di acquistare l’album in formato cd o vinile, anziché scaricarlo in digitale, potrebbe anche apprezzarne il bellissimo artwork, tutto incentrato su Eddie – la mascotte storica della band – catapultato in epoca Maya dai pennelli dell’artista britannico Mark Wilkinson.

Mayan Eddie (web)

Mayan Eddie (web)

Il primo singolo estratto dall’album, Speed of Light, è disponibile anche in formato video: è un geniale tributo al mondo dei videogiochi con Eddie che attraversa le ambientazioni della discografia maideniana dagli esordi ai nostri giorni, passando dai videogames a 8 bit fino alla realistica grafica contemporanea.

Videogame at the speed of light (web)

Videogame at the speed of light (web)

Una menzione speciale merita il pezzo che chiude The Book of Souls: Empire of the Clouds secondo me è la perfezione in campo musicale. 18 minuti di racconto in note del disastro aereo che nel 1930 ha visto coinvolto il dirigibile britannico R101 in volo dall’Inghilterra al Pakistan:  non una parola in più, va ascoltato e goduto dall’inizio alla fine, magari ad occhi chiusi, possibilmente con una bella coperta di lana addosso… i brividi e la pelle d’oca infatti non vi lasceranno molto presto.

Ed Force One ready for 2016 world tour (www.ironmaiden.com)

Ed Force One ready for 2016 world tour (www.ironmaiden.com)

See you on tour…. Up the Irons !

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girovago e scribacchino
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