Tired of London, tired of life – part III: Barbican Theatre & Boleyn Ground

Tra i più svariati motivi per visitare Londra non ci sono solo i suoi iconici monumenti, i suoi innumerevoli musei e le sue celebri attrazioni. Ci sono anche infiniti eventi che qui si svolgono quotidianamente, nelle più disparate location e in tutti i campi dell’intrattenimento: teatrale, musicale, sportivo…

Nuvole a Covent garden (vikingandre.com)

Nuvole a Covent Garden (vikingandre.com)

Le tournée di qualsiasi gruppo musicale, per esempio, includono sempre una tappa nella capitale inglese e gli artisti non mancano di apprezzarne la qualità del luogo e la competenza del pubblico, tanto che spesso le performance sono di qualità ed intensità maggiore rispetto ad altrove. Non deve stupire quindi che uno dei fattori di crescita turistica londinese sia rappresentato dalla partecipazione ad uno dei suoi eventi: gli appassionati di sport, teatro, arte, musica, cinema ecc. sanno che a Londra potranno godere del proprio intrattenimento preferito in location confortevoli, servite da una rete capillare di mezzi pubblici, in orari comodi e con l’assistenza di personale in genere efficiente e premuroso.

Hamlet (web)

Hamlet (web)

Il Barbican Theatre tra agosto ed ottobre 2015 ha ospitato l’Amleto di William Shakespeare, interpretato dall’attore inglese Benedict Cumberbatch. Tutte le repliche sono andate esaurite e ho capito il motivo: indipendentemente dalla dimestichezza con la lingua inglese, dalla passione per la tragedia shakespeariana e dalla curiosità per le qualità teatrali del celebre attore protagonista, lo spettacolo è davvero coinvolgente e scenografico. Il teatro è relativamente piccolo e raccolto, gli attori usano la propria voce senza microfoni e amplificazione, si muovono su un palco ampio e modulabile, in cui giochi di luce, musica e stupende coreografie riproducono i più disparati ambienti: dagli interni di un castello con una grande tavola imbandita per un realistico banchetto fino a lugubri ed astratte scenografie, specchio dell’animo travagliato di Hamlet. Ogni giorno 30 biglietti sono stati venduti a 10£ a chi non è riuscito ad accaparrarseli in prevendita ed ha avuto la pazienza (e la fortuna) di mettersi in coda alle 10.30 del mattino al botteghino di Silk Street.

Barbican Theatre (vikingandre.com)

Barbican Theatre (vikingandre.com)

Da una forma d’arte per intenditori ad un intrattenimento decisamente più popolare: gli stadi di calcio di Londra sono meta ogni giorno di tifosi ed appassionati che frequentano gli spalti non solo durante gli incontri, ma anche negli altri giorni della settimana grazie a visite guidate degli impianti e dei musei, a shopping nei negozi ufficiali delle squadre e spesso ad alberghi inglobati nel campo sportivo. Sono state consumate intere tastiere trattando il “modello inglese” di stadio privato e disquisendo sulla necessità che sia fruibile 7 giorni su 7, anche nel caso di società di piccole dimensioni.

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Farewell Boleyn Ground 1904-2016 (vikingandre.com)

Il West Ham United Football Club durante la stagione 2015/2016 ha un motivo in più per enfatizzare i suoi “stadium tours”: da agosto 2016 infatti la squadra abbandonerà lo storico Boleyn Ground situato ad Upton Park, lungo la famosa Green Street nell’East End londinese, per trasferirsi allo Stadio Olimpico di Stratford, poche miglia di distanza, nel nuovissimo impianto edificato in occasione delle Olimpiadi del 2012. “Farewell Boleyn 1904-2016” è quindi lo slogan ricorrente nel marketing degli Hammers per celebrare lo stadio che per più di un secolo è stato la casa delle imprese calcistiche di Bobby Moore, Trevor Brooking e Paolo Di Canio. Al costo di 20£ si può prendere parte ad un tour guidato che conduce nei santuari normalmente inviolabili di una società di football: la sala del presidente con vista sullo skyline londinese, i palchi dell’hospitality per i tifosi vip e gli sponsor, i corridoi dell’albergo interno con camere vista-campo, la tribuna principale dove si posizionano le telecamere della televisione. E poi si raggiungono i luoghi riservati agli addetti ai lavori nei giorni di partita: la sala stampa ed i cubicoli delle interviste, la sala relax dei calciatori, gli spogliatoi con le maglie da gioco appese agli armadietti, il tunnel che conduce al campo ed infine il grande prato rettangolare con le panchine delle due squadre.

The Academy of Football (vikingandre.com)

The Academy of Football (vikingandre.com)

La guida Michael è una fucina di aneddoti ed informazioni, un vero “hammer” con l’accento cockney dell’East London e con idee piuttosto chiare sul trasferimento nel nuovo stadio deciso dalla società per cui lavora.  Il West Ham infatti non ha un museo con una sala dei trofei da mostrare, non ha (ancora) uno stadio scintillante e moderno, non ha spogliatoi tirati a lucido con docce individuali e schermo elettronico per gli schemi di gioco, ma ogni piastrella e ogni filo d’erba del vecchio Boleyn Ground trasuda storia, tradizione, imprese eroiche, bel gioco. Il West Ham è nato nelle fabbriche lungo il Tamigi ed è sempre stato radicato nella comunità locale: è proprio questo suo fascino che ha fatto innamorare dei colori “Claret and Blue” anche molti tifosi d’Oltremanica, indipendentemente dagli scarsi successi sul campo. Spero che l’addio al Boleyn Ground non recida, usando le parole di Michael, il legame con la community e con la sua identità.

Upton Park, East London (vikingandre.com)

Upton Park, East London (vikingandre.com)

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